Perché la pole dance dovrebbe essere riconosciuta come sport olimpico

Fino a dieci anni fa l’idea che la pole dance potesse essere uno sport olimpico sarebbe stata credibile quanto quella di vincere medaglie d’oro per la spesa.  

Ma adesso la pole dance è ufficialmente riconosciuta come sport e può fare domande per diventare membro dell’Comitato Olimpico Internazionale, come viene riportato dal The Times. 

La Global Association of International Sports Federations (GAISF) ha riconosciuto alla pole dance questo storico status dopo una battaglia durata 11 anni da parte di Katie Coates. Nel 2006 Katie fondò la International Pole Sports Federation e fece partire una petizione online per renderla uno sport olimpico. 

Adesso Katie e la comunità di amanti della pole che è da allora cresciuta sono ad un passo dalla realizzazione di quel sogno. 

Sebbene la pole dance sia ancora associate agli strip club, la mentalità del pubblico è cambiata e adesso capisce che può anche essere uno sport senza nessun elemento erotico. 

Non bisogna nemmeno dimenticare il fatto che può aiutare le donne a sentirsi più forti e attraenti. 

La terapista clinica e life coach Mindy Gill non solo è una fan del pole fitness, ma lo raccomanda anche ad alcune sue clienti. Specialmente quelle che hanno problemi di autostima. 

“La pole dance può essere molto liberatoria e può davvero aiutare a concentrarsi”, dice Mindy. “Vedo tante persone bloccate in una brutta relazione o che non riescono a riprendersi da un cuore spezzato. 

“Quando consiglio la pole dance di solito mi guardano come se fossi pazza, ma molti che l’hanno provata non si guardano più indietro. Può aiutare a riprendersi da un brutto periodo ed uscirne più forti e più sicuri di sé.” 

Le autorità olimpiche non dovranno pensare a questi aspetti quando dovranno decidere se includere la pole oppure no. Non dovranno neanche preoccuparsi dell’influenza sulla stampa perché altri sport olimpici come la pallavolo ricevono già questo tipo di attenzioni, ma sono inclusi. 

Tuttavia, non si può negare che il livello di capacità atletica, coreografia e abilità tecnica dimostrato dalle pole dancer sia simile a quello di altri sport, ma le persone incaricate di prendere la decisione potrebbero decider che la questione sia più controversa. 

Per Katie, che per più di dieci anni ha condotto la sua campagna per la pole per arrivare a questo punto, la lotta per convincerle non è finita. 

“Finalmente abbiamo la possibilità di realizzare il nostro sogno”, dice Katie. “È diventata uno sporto così in fretta, in soli sei anni, chi può dire cosa succederà tra altri sei? 

“La pole si è allontanata dal mondo degli strip club e dei nightclub. Quello ancora esiste, ma è quasi come dire che andare in BMX è la stessa cosa del Tour de France. Usiamo lo stesso strumento, il palo, ma le nostre community sono diverse. Quello che facciamo noi è sia per bambini che per adulti. 

“La pole dance non è quello che tutti pensano che sia, bisogna guardare per capire.” 

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